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La maternità – dal fiore al frutto

È difficile pensare ad un altro periodo della vita di una donna in cui si possa dare un imprinting più diretto al proprio figlio. Lavorando sull’energia femminile centripeta dello ‘stare’, dell’ascolto, della sfera dell’interiorità, nella consapevolezza dell’esistenza di un ‘dentro’, il rapporto amorevole con il pargolo non solo si sviluppa ma cresce.

Man mano che cresce il bambino cambiano le prospettive, cambia la circolazione delle gambe, la digestione, il peso della pancia e di conseguenza la postura della gestante si modifica. Gli equilibri fisici ma allo stesso tempo psichici vanno rinegoziati e ritrovati. Riconoscerli, prenderne coscienza, starci insieme è quello che si prefigge la pratica dello yoga in gravidanza.

Tutto questo, abbinato a una respirazione consapevole, apre la strada ad una elaborazione sottile che dall’esterno ci porta all’interno. Parallelamente, fuori, tutto spinge in direzione centrifuga, con gli impegni della vita quotidiana che si fanno sempre più impellenti.

Non sono tante le occasioni per restare dentro in continuo ascolto e contatto con la nuova realtà che cresce. Questo non accade all’infinito perché il termine della gravidanza arriva spesso molto presto. È un tempo molto prezioso. È un’opportunità irripetibile per elaborare tutto il grande percorso del diventare un genitore, costruendo un rapporto amorevole con i modi e i tempi del vostro bambino.

Nel dopo parto, tanto più è necessario ritornare a praticare yoga insieme, tanto più è difficile. Diventa una vera sfida riuscire a partecipare, insieme al neonato, a quegli incontri gioiosi con le gestanti, curiose di sapere del ‘dopo’. Le neomamme sono felici di incontrarsi di nuovo e di misurarsi tra di loro nel loro percorso appena concluso, da gestanti a nuove mamme.

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